
Una 'Camera Alta' per la responsabilità della scienza. La proposta di Veronesi e le osservazioni di Bassetti [AGGIORNATO il 30 maggio]
di Redazione FGB [1], 23 Maggio 2003
'Il mondo delle biotecnologie solleva interrogativi, gli sviluppi dell'informatica e delle telecomunicazioni pongono problemi per il futuro non meno complessi. Attraversiamo un momento difficile e la società dovrà affrontare il futuro della scienza con la forza della ragione. Il rischio è che lo sviluppo tecnologico diventi incontrollabile e si svincoli dai grandi principi universali della scienza e della sua funzione civilizzatrice. [...] Chi dovrà proporre regole e comportamenti, che siano in linea con lo sviluppo scientifico che ci attende ma che rispettino dei codici morali prestabiliti? Non abbiamo risposte. In linea teorica, il potere legislativo. Ma sono i parlamenti in grado di affrontare con la necessaria profondità una materia così difficile, che il mondo politico può valutare in modo divergente e con il rischio, già constatato in passato, di una paralisi decisionale?Di qui, perciò, l'idea di una "Camera Alta":
'composta da intellettuali indipendenti, che possono disegnare l'evoluzione futura della nostra civiltà. [...] e per la quale sento il dovere di precisare che non sto pensando ad un super-organismo di filosofi e di scienziati che decidono in nome di tutti, ma a gruppi di veri esperti che esaminino i problemi con grande serietà e approfondimento, per poi sottoporre le loro conclusioni - come si fa in democrazia - ad una società civile che è stata informata in modo obiettivo e che, quindi, può decidere con cognizione di causa'.[AGGIORNAMENTO del 30 maggio] Sulla "Camera Alta" proposta da Umberto Veronesi è intervenuto Piero Bassetti, presidente della Fondazione Giannino Bassetti, con una lettera inviata al Corriere, pubblicata il 28 maggio col titolo "Conciliare etica e scienza" [3]. Al centro delle osservazioni di Bassetti vi è il rapporto irrisolto fra la la legittimità democratica delle decisioni politiche e il ruolo degli esperti.
'[Veronesi] Sembra condividere la diffusa tendenza secondo la quale, di fronte alla difficoltà delle società moderne di stabilire chi è responsabile di valutare qual è il rischio sociale connesso a scelte tecnicamente difficili, si abbandona la fiducia nella politica e si pretende di potersi affidare alla presunta expertise scientifica. [....] Vuota [...] di valori e di fini la mediazione dei quali è compito insostituibile della politica. A questa tendenza bisogna invece reagire soprattutto in vista delle incombenti decisioni costituzionali europee. Tanto più che le alternative cominciano a delinearsi. Sono le proposte istituzionali che vanno lungo la via dei nuovi luoghi deliberativi quali le Â"Consensus ConferencesÂ"o i Â"Sondaggi deliberativiÂ" nei quali il paradigma istituzionale è quello a tutti noi ben noto del Â"ProcessoÂ" e lÂ'espediente metodologico di base è la Â"proceduralizzazione" o in alternativa l'idea di Agenzia.'
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- 2] http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/030519.htm
- 3] http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/030527a.htm
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